Trattamento osteopatico della postura in piedi

trattamento osteopatia in piedi

ORTOPRASSIA e “TECNICHE DI MONNEYRON”

Un uomo rivela il suo carattere e il suo equilibrio interno anche mediante la postura.

Grazie alle informazioni che ricevi dagli occhi, dai muscoli, dai vestiboli e dalla pelle sei in grado di vivere la sfida continua contro la gravità e di rimanere in piedi.

Per avere una postura funzionale, che incida positivamente sul tuo stato vitale,

sono molto importanti l’OMEOSTASI e tutte le funzioni di autoregolazione che servono per garantire un equilibrio di tutti i sistemi del tuo corpo in posizione eretta, in piedi. Per tale motivo è importante valutare e trattare osteopaticamente il paziente in posizione eretta.

IN PIEDI IL TRATTAMENTO È PIÙ EFFICACE ED IMMEDIATO NELLA RISPOSTA E, LA TECNICA UTILIZZATA FUNZIONA GRAZIE ALL’ AMPLIFICATORE SENSORIALE DATO DALLA GRAVITÀ.

Quando una persona è in piedi, tutti i sensi sono in stato di veglia e, applicando il trattamento osteopatico, si avrà una risposta immediata, in tempo reale, perché tutti i nostri sistemi fisiologici sono fatti per vivere in piedi.

Questa tecnica effettuata con il paziente in piedi viene anche descritta come: trattamento in ortostatismo, conosciuta in Francia con il nome di ORTOPRASSIA è parte integrante della mia pratica osteopatica. 

Il gesto è semplice, ma ciò che conta è la qualità, la plasticità della mano e la capacità di percezione unita all’interazione costante con il paziente.

La tecnica è globale e consiste in un lavoro su tutti i sistemi e i recettori che ci permettono di rimanere in piedi.

Viene data estrema importanza ai PIEDI, che sono l’interfaccia tra il mondo interno e il mondo esterno, il primo contatto che abbiamo col suolo e quindi anche il piede aiuterà o condizionerà la nostra postura.

A PROPOSITO DEI PIEDI...

dolore muscolare schiena osteopatiaQualsiasi spostamento del centro di gravità necessita di un appoggio: è il piede che incomincia il movimento rotatorio del corpo.

È anche da qui che possono iniziare le patologie che, a partire dall’appoggio del piede, dal basso verso l’alto coinvolgono a catena tutte le altre articolazioni e strutture corporee fino al capo. Al contrario, il piede, essendo il recettore di tutte le forze corporee, accompagna, modula e arresta le patologie provenienti dall’alto e si fa carico di tutti gli adattamenti soprastanti, le fissazioni,  i blocchi in adattamento e le deformazioni (problemi di vista, malocclusione, frenulo linguale corto, verticalizzazione del tratto cervicale, disfunzioni diaframmatiche, bruxismo, patologie o disfunzioni dell’anca o del ginocchio, cicatrici,ecc.)

 

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Ciò che caratterizza il piede è il fatto che si deformi adattandosi ai rilievi grazie alle proprietà della sua pelle e ai suoi archi elastici. È un vero e proprio amplificatore sensoriale.

Il piede darà al sistema nervoso centrale le informazioni essenziali per orientare il corpo nello spazio, confrontando queste informazioni con le afferenze oculo-vestibolari.

I meccanismi di regolazione posturale si esercitano dall’occhio, dal vestibolo e da tutto il sistema somestesico (pelle, fusi neuromuscolari, recettori articolari..). La pelle ha un ruolo essenziale, è un recettore di posizione articolare e genera informazioni di tipo propriocettivo.

Proprio perchè la mia azione andrà a rivolgersi al sistema percettivo del paziente, sarà la sua percezione, la sua sensazione di essere stato trattato globalmente il riscontro dell’efficacia del trattamento.

 

Il PIEDE: PLANTARE SI PLANTARE NO

Il piede dei bambini è naturalmente piatto fino a 5, 6, 7 anni. Il problema dei piedi è spesso quello delle scarpe. Di solito quando si cammina c’è un rotolamento del piede che parte dal tallone fino all’alluce. Questo rotolamento del piede al suolo è molto importante, in quanto darà la propriocezione al corpo

Questo vuol dire che sarà molto importante, soprattutto nei bambini, evitare l’uso dei plantari, anche di quelli presenti nelle scarpine, per non impedirgli di ricevere tutte le informazioni importanti per la postura e per l’esperienza corporea che determinerà lo sviluppo della muscolatura del piede.

La cosa migliore è che i bambini camminino a piedi nudi per avere una buona propriocezione.

Il problema è lo stesso per chi porta i tacchi alti, in questo caso non c’è più il rotolamento del piede a terra, ma c’è una deviazione verso l’avanti, le dita e l’avampiede supportano tutto il peso e si cammina "tirando", a causa dell’accorciamento dei muscoli posteriori e del tendine di Achille. È un movimento afisiologico.

Un altro problema si verifica in chi porta sempre le scarpe da ginnastica, quelle con i cuscinetti d’aria che ammortizzano, che vanno benissimo per correre (anche se comincio a nutrire dei dubbi anche su questo, visti i traumi frequenti in chi corre) ma sicuramente non vanno bene per camminare, perché non permettono la propriocezione. Per correre va bene avere l’ammortizzatore dietro e la parte più dura avanti, mentre per camminare ci vuole l’opposto. Quindi si devono usare solo per correre se no, avremo la situazione opposta rispetto a chi porta i tacchi, ovvero il peso invece di essere spostato troppo verso l’avanti sarà spostato troppo verso dietro. Allora si svilupperanno patologie di iperappoggio posteriore. Le solette che servono ad ammortizzare sono da evitare.

Possiamo poi avere il caso di disparità di lunghezza degli arti inferiori: in un bambino non bisogna mai mettere i plantari, perché la crescita del bambino avviene in maniera asimmetrica. Se si mette un plantare si blocca la crescita da quel lato e si aggrava il fenomeno, è la legge di Delpesch (una pressione elevata inibisce la crescita ossea).

Per correggere la volta è fondamentale il trattamento osteopatico, non bisogna cercare di mettere costrizioni esterne. Nei bambini funzionano molto bene le tecniche di Monneyron e il lavoro sulle metafisi ossee e sulle linee di forza dell’osso con la tecnica LMO.

Se poi c’è un problema di appoggio bisogna andare a controllare anche gli occhi, la bocca e il vestibolo.

Importante: come primo approccio bisogna lavorare sulla postura e non andare a cercare di mettere plantari, solette o altro.

Prima si prova a ristrutturare, a migliorare la postura e, se persistono i problemi si vede poi, ma mai come primo approccio utilizzare solette o plantari.

La sola vera indicazione per il plantare di compensazione è nella persona che ha avuto un incidente ad es. una frattura che ha ridotto di due centimetri il femore, o una frattura del bacino.

Se invece una persona ha da tanto tempo una differenza, beh, bisogna sapere che le sue articolazioni sacroiliache e lombosacrali, si sono completamente adattate alla situazione, hanno modificato la loro forma, e ovviamente se la persona è cresciuta con questa asimmetria non bisogna mettere un plantare perché si finirebbe per scompensare tutto.

Se un bambino ha messo un plantare e ci è cresciuto, ebbene, a questo punto lo può tenere ormai, tutta la sua fisiologia si è costruita con questo, è il motivo per cui non bisogna mettere plantari di compensazione.

Fisiologicamente l’uomo è fatto per camminare a piedi nudi.

Una persona mette le scarpe e si adatta, l’uomo si adatta a tutto.

Se mettete delle scarpe con plantare creerete delle volte.

Se andate in un’isola dei tropici, gli abitanti che sono abituati a stare scalzi hanno tutti i piedi piatti con un carattere che va di pari passo, sono tranquilli, non hanno la nozione del tempo come noi, non hanno stress, hanno i piedi piatti e sono piantati a terra. Vivono il momento presente. Qualsiasi tipo di costrizione: scarpe, occhiali, ecc. determina un adattamento immediato, dopo però cambia tutta la fisiologia.

Perciò il mio consiglio è: I bambini devono camminare scalzi dentro casa. Devono camminare scalzi su terreni diversi. Poi, è importante togliere dalle scarpe dei bambini la suoletta che è dentro, affinchè siano piatte e senza la volta plantare. Naturalmente le scarpe devono essere molto morbide, non rigide e costrittive.

Consiglio anche agli adulti di comiciare a camminare scalzi, dopo aver studiato e compreso la biodinamica del passo, la rullata. Una volta appresa la camminata, potete utilizzare scarpe con pianta larga e suole sottili e morbide che vi permetteranno di sperimentare la propriocezione e la sensibilità dei piedi e che invieranno le giuste informazioni di movimento alle ginocchia, alle anche, al bacino, alla colonna e al capo.

 

Articolo di: Orietta Andrteani D.O.M.R.O.I.

 

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